NATALE DEL SIGNORE

GiacomoMessaDal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


OMELIA

sabato 20 dicembre 2008 [Scarica]

Prima di celebrare il parto di Maria nel giorno di Natale, il momento in cui ha partorito nello stupore il suo figlio primogenito, oggi la Chiesa contempla l’istante in cui il Figlio di Dio, il Verbo di Dio, fu concepito nel grembo di Maria. Contempla l’istante in cui il Verbo si fece carne nel grembo di Maria. L’istante in cui “ecco”, l’eccomi, “Ecco la serva del Signore, avvenga per me quello che tu hai detto”, l’istante in cui questo eccomi, questa preghiera “avvenga”, perché è una preghiera quello che risponde la Madonna all’angelo, avvenga a me quello che hai detto, accada per me quello che hai detto.
L’istante in cui, in quell’istante, in quella grazia di fede il Verbo si fece carne, si fece carne nella sua fede, si fece carne nella sua carne.

Così contempliamo l’istante, quell’istante così caro a santa Teresina, a santa Teresa di Gesù Bambino, perché diceva: “in quell’istante Gesù non è mai stato così piccolo come in quell’istante”. Quando solo tutta la pienezza di Dio si è raccolta in un istante, in una goccia di sangue di Maria, non è mai stato così piccolo Gesù come l’istante in cui fu concepito, non è mai stato così piccolo, l’infinita pienezza di Dio non si è mai racchiusa, non si è mai fatta così niente come nell’istante in cui fu concepito. Si è fatta infinita pienezza di Dio, la pienezza di tutta la Trinità, si è fatta carne in quell’istante, in ogni istante che è quasi nulla, tutta la salvezza del mondo avviene, inizia in una cosa che è quasi nulla.
È quasi nulla, lo dice Paolo: si è fatto nulla, si è fatto nulla, la pienezza di Dio, il Figlio eterno di Dio si è fatto quasi nulla.
Da quel quasi nulla viene la nostra salvezza.
Che cos’è “ecco, sono la serva del Signore”, che cos’è l’istante in cui il Figlio di Dio ha iniziato ad essere anche uomo, in un istante di sangue nel ventre di Maria, è quasi un nulla, tant’è vero che è stato protetto solo dal ventre di quella ragazza, è stato per nove mesi accolto ed è cresciuto nel ventre di una ragazza.
Così il mistero eterno, quello che dice Paolo, quello che è racchiuso nei secoli eterni, il mistero eterno per cui il Figlio da sé non può fare nulla, il mistero eterno del Padre che dall’eternità genera il Figlio unigenito, il mistero eterno si è manifestato nell’essere nulla anche nella sua umanità, nella sua umanità ha reso evidente a noi che il Figlio da sé non può fare nulla.
Nella sua umanità, in quel primo istante in cui iniziò a essere uomo, in quel primo istante egli era quasi nulla, era quasi nulla nella sua umanità, la pienezza di Dio è diventata un nulla nella sua umanità, per rendere al mondo evidente che il Figlio, il Figlio unigenito, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, il primogenito riceve tutto dal Padre, il Figlio unigenito da sé non può fare nulla.

Così il quasi nulla di Gesù si unisce al quasi nulla di Maria, l’umiltà di Gesù è abbracciata dall’umiltà di Maria, da questo suo non essere quasi nulla, tutto quello che è, è piena di grazia, tutto quello che è Maria viene da Dio.

Chiediamo alla Madonna, chiediamo alla Madonna anche noi la dolcezza di essere quasi nulla. Inizia tutto da una cosa che è quasi nulla.
Chiediamo la dolcezza di essere …
Come è dolce, come è dolce questo abbandonarsi, questo abbandonarci nel nostro essere quasi nulla, … come è dolce questa umiltà, come è dolce la grazia dell’umiltà.
Quando il Signore concede questa grazia, la grazia di abbandonarci dolcemente, non essere quasi nulla.
Quando il Signore concede questa grazia, quando il Signore concede la dolcezza di questa grazia, come è dolce per il bambino addormentarsi nelle braccia del papà e della mamma, quando il Signore concede la dolcezza dell’umiltà allora allora a noi sta per essere reso manifesto che a Dio tutto è possibile.