II DOMENICA DI PASQUA

GiacomoMessa

Gv 20, 19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


OMELIA

sabato 14 aprile 2007 [Scarica]

“Sono risorto, sono ancora con te”, come m’ha fatto compagnia questo sono ancora con te, (citazione latina) sono risorto e sono ancora con te.
Se non fosse risorto, se non fosse vivo, non avrebbe potuto dire: sono ancora con te. Sono risorto e sono ancora con te. Come fa compagnia questo “sono ancora con te”, perché vuol dire che la fede allora non nasce da noi.

Ma come Tommaso, come è prezioso, come è prezioso il dubbio di Tommaso, Tomas fide dubius (?) ascolteremo poi alla comunione. Tommaso, quando i suoi amici, quando i gli altri discepoli gli hanno detto: abbiamo visto il Signore, non crede, Tommaso dubbioso non crede. Come è prezioso per noi il dubbio di Tommaso, perché rende evidente anche a noi che la fede non nasce da noi, che la fede non nasce perché sono convinti che era risorto, che la fede non nasce, non è nata da loro la fede, la fede nasce da Gesù, lui, il principio e colui che porta a compimento la fede.

La fede nasce perché lui è vivo e si fa presente: sono risorto e sono ancora con te. Perché è ancora con me, perché si è fatto vicino, perché si è fatto presente, perché si è fatto riconoscere, perché la dolcezza della sua presenza, la soavità della sua presenza accompagna il mio povero cuore.

Per questo nasce la fede, gratia facit fidem: è la sua attrattiva, è la sua dolcezza, è il suo farsi presente: sono risorto e sono ancora con te, è questo essere vivo con me che m’ha dato, ha destato la mia fede. Questa desta la mia fede, la grazia crea la fede, la grazia in ogni momento in cui la fede vive, è la grazia, non da noi, non da noi, (ma noi possiamo soltanto o censurare i nostri mali o sublimare i nostri dolori), non da noi, ma da lui presente, da lui risorto che si fa vicino.

La liturgia di oggi, anche la prima lettura parla dei miracoli, dei miracoli che compivano gli apostoli. Si è diffuso così il cristianesimo, si è diffuso con i miracoli, si è diffuso perché Gesù e poi i suoi apostoli hanno compiuto i miracoli. Si è diffuso, come diceva Luca negli Atti degli apostoli, perché al solo passare di Pietro, colui che lo aveva tradito e che poi ha pianto perché lui lo aveva riguardato con più grande misericordia, con più grande tenerezza, al solo passaggio di Pietro, al solo coprire con la sua ombra i malati, i malati venivano guariti.

È attraverso i miracoli che il cristianesimo si è diffuso. È attraverso i miracoli, piccoli o grandi, che la fede rimane. È attraverso i miracoli dei santi che il Signore, dei suoi santi, il Signore, per intercessione dei suoi santi, compie, è attraverso i miracoli.

Non dobbiamo inventarci nulla, non dobbiamo convincerci di nulla, dobbiamo semplicemente crescere contenti da quello che lui compie, dal fatto che “sono risorto e sono ancora con te”.